Biometano avanzato - Comune di Montechiarugolo

Ambiente | Biometano avanzato - Comune di Montechiarugolo

Biometano avanzato

Il Comune ha da tempo avviato progetti per la tutela della risorsa idrica (depuratore sovracomuna-le in accordo con Atersir) la promozione dell'econo-mia circolare nella gestione dei rifiuti (fra i primi in regione per raccolta differenziata), la valorizzazione dei sottoprodotti, e la produzione di energie rinnovabili sul territorio.

Nel prendere indirizzi di politica ambientale ed energetica, ha da tempo deciso di implementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma stabilendo che ciò andasse fatto senza impattare sulle colture e senza entrare in competizione con la produzione agricola destinata all'uomo ed alla zootecnia. Pertanto si è deciso di privilegiare la produzione di energia da scarti e sottoprodotti agricoli o agroindustriali del territorio.

 

Sottoprodotti, scarti e rifiuti organici dell’industria Agricola e della Food Industry hanno un contenuto energetico residuo che può essere valorizzato producendo metano. A livello nazionale sono già molte, e in crescita, le realizzazioni di ‘bio-digestori’, e questo grazie all’interesse di investitori privati e a una rilevante incentivazione del metano prodotto, da parte del Gestore Energetico nazionale.

A partire dal 2017 il Comune di Montechiarugolo ha messo allo studio la possibilità di realizzare un impianto di produzione di bio-metano che intercettasse i reflui zootecnici della zona ed i cascami produttivi della ‘Food Valley’ di Parma e Reggio Emilia ( scarti di produzione del pomodoro, di lavorazione delle carni, del latte e della panificazione, etc), con un duplice obiettivo: quello strategico di produrre economia e lavoro nel proprio territorio, e quello di attuare la propria politica ambientale, dando avvio a processi di economia circolare.

Il progetto è stato presentato alle Unioni degli industriali di Parma e di Reggio Emilia, al Consorzio del Parmigiano Reggiano e a diversi gruppi industriali, riscuotendo un significativo interesse.

 

Il progetto 'Prosumer BIO'

È un progetto ambientale di con implicazioni sulle risorse, sulla gestione delle materie prime e prodotti e dell'energia, che prevede la valorizzazione energetica dei sottoprodotti organici delle filiere agro-industriali del pomodoro e Parmigiano Reggiano per la produzione di bio-metano avanzato mediante la digestione anaerobica di biomasse di cascame, non diversamente utilizzabili per il consumo umano o animale.

Scarti della filiera agrozootecnica, che nel caso degli effluenti zootecnici rappresentano anche un gravoso problema ambientale, diventano la ‘materia prima’ di un processo produttivo totalmente diverso, generando reddito e impiego.

 

La possibilità di conferire alle filiere produttive una struttura a minor impatto e meno soggetta agli effetti dei cambiamenti climatici (come diminuzione della disponibilità della risorsa idrica, costo industriale dei trasporti e del trattamento dei sottoprodotti, costo economico e ambientale della fertilizzazione) connota il progetto come finalizzato ad incrementare la capacità di adattamento e resilienza dell'economia locale e come un esempio di «Economia circolare», in accordo con le azioni previste dal PAES di Montechiarugolo.

 

OBIETTIVI

 

 
  1. Abbattimento dei nitrati e tutela dei corsi superficiali e falde. L'impianto tratterà i liquami ricchi di nitrati evitandone o riducendo lo spandimento (o abbattendone il carico in azoto): al termine del processo di digestione si produrranno composti azotati utilizzabili come concimi per i territori che necessitino apporti organici. Il digestato prodotto, ad esempio, costituirebbe un ammendante di qualità in forme meno solubili in falda e più facilmente assorbibili ad esempio per i terreni della filiera del pomodoro. Si ridurrà così il rischio ambientale di inquinamento del suolo e delle acque. Sarà affrontato, inoltre, il tema del recupero delle acque di produzione e delle acque in uscita dagli impianti digestione per un uso irriguo, sfruttando la rete di canali gestiti dal Consorzio di Bonifica, partner del progetto, che sono prossimi ad alcuni siti produttivi e al futuro digestore.
  2. Il sostegno alla filiera del Parmigiano e a quella del pomodoro. Il progetto favorirà lo sviluppo di processi produttivi orientati ad un modello economico innovativo (innovazione nei processi produttivi e nella gestione dei materiali di scarto e dell'energia) a basse emissioni. Le aziende vedranno ridotto il loro impatto ambientale e potranno certificare dal punto di vista ambientale tutti gli aspetti della filiera ed associare ancor più motivatamente al marchio il concetto di autenticità, località, rispetto dell'ambiente. Le aziende che vedranno ridotti investimenti e costi aziendali (spandimenti, stoccaggi liquami, trattamento reflui etc...) in quanto l'impianto risolverà o mitigherà i problemi di gestione dei sottoprodotti. Inoltre le aziende avranno vantaggi in termini di possibilità di certificazione e di immagine dal punto di vista ambientale.
  3. Produzione di energia da fonte rinnovabile. Il bio-metano prodotto potrà essere immesso in rete o ancor meglio impiegato come carburante per autotrazione e la movimentazione delle merci della filiera stessa: essendo di origine organica e non fossile, diminuirà l’impatto sia ambientale che economico della filiera, in particolare, contribuirà a diminuire la quota di gas naturale fossile impiegato nel settore dei trasporti.
  4. Sviluppo di soluzioni smart applicati alle reti produttive. Saranno possibili sinergie col depuratore sovracomunale civile (in fase di realizzazione da parte di IREN, per 50.000 abitanti equivalenti che ridurrà invece i nitrati di origine civile). Il depuratore potrà ricevere calore necessario ai propri processi e, dotandosi di una sezione per ricavare biogas dai fanghi di depurazione, fornire biogas per il funzionamento del cogeneratore dell'impianto di digestione anaerobica. Le aziende limitrofe potranno vedere una conversione al metano come vettore energetico, abbandonando il gasolio per i propri consumi termici, consumi che sarebbero ridotti poiché L'impianto di DA potrà anche scambiare calore con le aziende stesse e con il vicino abitato di Campo Bo. A loro volta le aziende agricole limitrofe potranno fornire, date le ampie superfici, ulteriore energia fotovoltaica per il funzionamento del digestore. La progettazione e il controllo e regolazione di questa rete locale rappresenta un innovativo progetto di soluzioni smart ed integrate in ambito produttivo-residenziale.
ATTESE DEL COMUNE

 

 

 

Oltre le finalità ambientali e di filiera sopra individuate Il Comune si attende questi output:

  • compensare (direttamente meglio che virtualmente) i propri consumi di metano per riscaldamento (circa 160.000 Euro/anno) o pertrasporti;
  • contribuire ad abbattere le emissioni del territorio (ex combustibili per trazione agricola,tir).
  • perseguire una gestione e controllo aperta anche alla partecipazione dei cittadini (azionariato diffuso). Ciò anche a garanzia del gradimento sociale e del favore verso il progetto (valutare un ritorno sulle tariffe), anche tramite il coinvolgimento attivo delle principali associazioniambientali,
  • dare l'esempio per eventuali altri impianti analoghi in comuni limitrofi, consapevoli che le falde si ricaricano oltre il territoriocomunale.